
FRANCESCO RUSSO
Il mio modus formandi Non credo nella formazione come monologo. La sicurezza sul lavoro si impara vivendola, confrontandola, mettendola in discussione — non subendola da una slide. Il mio approccio è interattivo per scelta, non per moda: coinvolgo l’aula, la interrogo, la porto a raccontare la propria realtà lavorativa. Quando l’aula è promiscua — operai e impiegati, magazzino e ufficio, cantiere e ospedale nella stessa stanza — trasformo quella diversità nel punto di forza del corso: faccio dialogare i rischi specifici di ciascun contesto, così ogni partecipante impara non solo dal proprio mestiere, ma anche da quello del collega seduto accanto. E poi c’è un ingrediente che in aula fa sempre la differenza: la mia esperienza diretta. Da oltre 13 anni lavoro come dipendente nel settore sanitario, e questo mi permette di non parlare mai di sicurezza “dall’alto” o per teoria pura. Porto in aula il punto di vista di chi il rischio lo vive ogni giorno da lavoratore, non solo da consulente o formatore — e questo crea un confronto autentico, mai calato dall’alto, tra la norma e la realtà del turno. Formare, per me, significa creare consapevolezza attraverso l’esperienza condivisa: la mia, quella dei partecipanti, e quella che nasce quando le due si incontrano in aula.
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